Scopri il Complesso della

Fondazione
Fabbrica Lapidea
di San Gaudenzio – 1552

Dal 1552 tuteliamo e preserviamo il Complesso Basilicale di San Gaudenzio, che comprende la Basilica di Pellegrino Pellegrini, il Campanile di Benedetto Alfieri e la Cupola di Alessandro Antonelli.

La Fabbrica Lapidea della Basilica di San Gaudenzio

Le Fabbriche (o Fabbricerie) sono organismi previsti dal Diritto Canonico sino dal V sec., e poi recepiti nel Diritto Civile, nei quali si riconosce la natura fondazionale (fabrica ecclesiae), ovvero associativa (consilium fabricae). Esse hanno il compito di provvedere alla gestione, alla manutenzione ed ai restauri delle Chiese cui sono preposte.

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La Basilica di San Gaudenzio

Nel 1535, alla morte di Francesco II Sforza, il Ducato di Milano venne occupato dagli spagnoli dell’imperatore Carlo V: Novara divenne così città di frontiera e l’imperatore decise di trasformarla in una piazzaforte. Vennero allora smantellati tutti i borghi esterni alle mura. Scomparve così l’antica basilica di San Gaudenzio che sorgeva fuori dalla cinta difensiva della città (l’attuale Corso XX Settembre).

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Il Campanile di Benedetto Alfieri

Nel 1743, la Fabbrica Lapidea decise il completamento della Basilica, sprovvista di campanile, ma dotata di una torretta campanaria provvisoria collocata sul pilastrone sudovest destinato al sostegno della Cupola. In seguito ai danni che le vibrazioni delle campane provocavano alla chiesa, fu approvata la decisione di costruire un nuovo campanile sulle fondazioni, già previste dal progetto del Pellegrini e realizzate contemporaneamente alla Basilica.

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La Cupola di Alessandro Antonelli

La Fabbrica Lapidea deliberò, il 21 maggio 1840, la ripresa dei lavori di completamento della Basilica, con la costruzione della Cupola e la commissione del progetto all’architetto Antonelli. Quest’ultimo rispose con l’accettazione il 17 giugno:

“Sensibile oltremodo alla fiducia posta in me per la formazione del disegno di una Cupola da sovrapporsi alla crociera del grandioso tempio di S. Gaudenzio, accetto volentieri l’onorevole incarico promettendo di nulla risparmiare onde l’opera riesca meno imperfetta, e corrisponda al meglio che per me si potrà alla generale architettura dell’edificio”

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Fund raising

Il bando “S.O.S. Coperture” finanziato da Fondazione Cariplo ha interessato la realizzazione di interventi prioritari di messa in sicurezza, miglioramento strutturale, restauro e manutenzione. L’intervento occorso presso la Basilica riguarda principalmente il ripristino della copertura sovrastante l’Archivio capitolare, nel locale al di sopra della Sacrestia dei Canonici, all’incrocio del transetto e del lato meridionale dell’abside. A causa delle infiltrazioni nella sala dell’Archivio Capitolare, la Fabbrica Lapidea ne ha iniziato un progetto di recupero e manutenzione straordinaria. Il tetto, rifatto all’inizio degli anni Novanta del Novecento, è stato da subito degradato dall’azione dell’avifauna e da saltuarie tracimazioni delle gronde superiori. Quest’ultimo si trova più in basso rispetto alle coperture del transetto e dell’abside ed i canali superiori, in caso di forti piogge, riversano l’acqua sulle falde del tetto che coprono l’Archivio Capitolare, creando una cascata che non può essere gestita con il manto di coppi e, di conseguenza, allaga il sottotetto. L’importante massa documentale che costituisce l’Archivio Capitolare di San Gaudenzio si è fortunatamente conservata nella sede che la ha da subito custodita. Proprio per questa caratteristica, il contenitore edilizio merita prioritaria attenzione, affinché l’Archivio sia mantenuto e tutelato nel contesto che lo ha originato.

Il progetto “S.O.S. Coperture” che Fondazione Cariplo ha scelto di sostenere soddisfa l’esigenza di arrestare il degrado della volta dell’Archivio mediante un insieme sistematico di opere che diano al tetto una adeguata, affidabile ed efficace tenuta all’acqua rispetto alle attuali condizioni del clima. Attesa l’autentica originaria relazione contenuto- contenitore, l’azione di custodia deve potersi declinare su entrambi gli elementi. Se il controllo del materiale documentale è sempre stato oggetto di cura (e di un imponente e pregevole lavoro di riordino e catalogazione durato decenni e diretto dal Can. Prof. Agostino Temporelli), tra gli obiettivi di “S.O.S. Coperture” non poteva non esserci quello di permettere analogo controllo sul sottotetto e sul sistema della copertura. L’accesso ai sottotetti è possibile attraverso l’originario percorso sul cornicione interno all’aula basilicale, però sprovvisto di fune di sicurezza. Di qui la necessità di dotare il cornicione di una linea vita conforme alle disposizioni di Legge e l’opportunità di ripristinare un accesso al cornicione dall’interno della chiesa, dal lato Nord, in modo da potere anche evitare il lungo (e buio) percorso di accesso attraverso scale e sottotetti esterni.